
Il Piccolo Principe è uno di quei capolavori della letteratura infantile che dovrebbe essere letto e meditato, per la profondità degli insegnamenti che contiene, soprattutto dagli adulti che non sanno più trovare nel mondo di oggi, tanto pieno di confusione, falsi ideali, di vuote parole e Costantini vari, la voce della poesia e il valore dell’ingenuità.
La storia prende avvio dall’incontro tra l’autore, costretto da un’avaria all’aereo ad atterrare in pieno deserto, e un fanciullo straordinario, giunto lì dal lontano asteroide B612.
Dai loro colloqui è l’adulto, a trarre il maggior beneficio, come spesso succede nella nosra vita quotidiana.
Egli, , scopre, che i veri valori non sono affatto quelli su cui aveva fondato la propria vita.
Il Piccolo principe, con brevi frasi, dette con disarmante semplicità, o a volte mediante strane domande o comportamenti che, a prima vista possono sembrare illogici, gli insegna, in tutta umiltà, la profonda bellezza della natura, la poesia del creato e la gratitudine per tutto ciò che vive.
Prima di giungere sulla Terra il Piccolo Principe ha toccato sei minuscoli pianeti, ciascuno dei quali era abitato da un solo uomo: un monarca assoluto, un vanitoso, un ubriacone, un uomo d’affari, un lampionaio, un geografo.
Ma egli non si è mai voluto fermare perché la loro esistenza gli è sembrata priva di significato.
Il Piccolo Principe giunge sulla Terra ed è per lui una grande delusione: il paesaggio gli pare senza vita, gli uomini privi di fantasia.
Entra in un immenso giardino e lì trova un gran numero di rose.
Pensa allora al suo fiore lontano che gli aveva raccontato di essere l’unico in tutto l’universo.
E qui scoppia in pianto.
A questo punto, forse arriva la parte più carica di saggezza e buoni sentimenti: l’incontro con una volpe e mi permetto di trarre un piccolo brano del loro discorso:
L’autore usa nel loro discorso la parola addomesticare e indica un rapporto di amore e di amicizia tra due esseri che proprio da quel legame che si è stabilito tra di loro traggono gioia, dolore e ragione di vita.
Incontrandosi, la volpe e il piccolo Principe hanno appreso ciascuno un’importante verità: l’animale, che sulle prime sembrava incapace di intendere il valore degli affetti, diventa- a contatto col primo amico della sua vita- maestro di saggezza.
La sua natura si è trasformata.
E lo stesso accade al Principe: proprio quando, piangendo, dimostrava la propria delusione per aver posseduto una rosa qualsiasi , uguale a tante altre, ha incontrato la volpe.
Da lei ha apprenderà qual è il vero significato dell’amore.
La verità che è emersa da questa pagina secondo me è questa:
“conosciamo le persone e le cose solo quando ci occupiamo e ci preoccupiamo di loro, quando le addomestichiamo, cioè le facciamo nostre dando loro qualcosa di noi stessi.
E’ passato un anno dal suo arrivo sulla Terra, è giunto il momento di tornare sulla sua stella, proprio quando anche l’io narrante, l’aviatore, riesce a rimettere in moto il proprio aereo. No, non è un brutto sogno, il principe se ne andrà, ma il pilota potrà rivederlo ogni volta che alzerà gli occhi al cielo, perché attraverso una qualsiasi stella e grazie all’affetto che ormai li lega, gli basterà osservarne una tra le tante per ricordarlo.
Questo libbro secondo me è colmo di grandissimi insegnamenti che fanno molto bene soprattutto a noi adulti.