Torino e l’arte orientale
Si è inaugurato il 5 dicembre il MAO (Museo di arte orientale di Torino). La location scelta è palazzo Mazzonis, un edificio nobiliare di origine seicentesca, collocato in pieno centro città, non a caso. In questo modo si è voluto sottolineare come la capitale piemontese sia ormai diventata multietnica e poliglotta.
Il museo ospita cinque sezioni. La prima è dedicata all’Asia Meridionale; questa sezione raccoglie molte opere spettacolari, tra le quali il gruppo dei fregi di Stupa, numerose statue in scisto, stucco e terracotta, intagli cambogiani, thailandesi e birmani.
La seconda sezione, relativa alla Cina, ospita pezzi unici dell’arte cinese dal 3000 a.C. al 900 d.C.: statuette rituali, tessuti preziosi, vasi decorati con scene mitologiche.
La terza sezione è dedicata all’arte della regione Himalayana, qui prevale la spiritualità imposta dalla religione buddista.
La quarta sala ospita opere provenienti dai Paesi Islamici; la maggior parte dei pezzi esposti comprende piastrelle di ceramica decorate provenienti da grandi complessi architettonici.
La quianta ed ultima sezione è occupata dal Giappone; qui si possono ammirare enormi statue, grandi paraventi, ventagli e manufatti smaltati.
L’attività di restauro è stata fondamentale per gran parte di queste opere che, in caso contrario, sarebbero andate perse.
Ricordo infine che il museo offre un servizio dedicato alle scuole.
Il Museo d’Arte Orientale si trova a Torino, in via San Domenico 9-11, tutte le informazioni sono su www.maotorino.it.


